La Scoliosi è una patologia che provoca una complessa deformità strutturale della colonna vertebrale all’interno dei tre piani dello spazio:

  • Sul piano frontale si manifesta con un movimento di flessione laterale;
  • Sul piano sagittale con un’alterazione delle curve (spesso provocandone un’inversione);
  • Sul piano assiale con un movimento di rotazione.

Una premessa fondamentale da fare è che la scoliosi “strutturata” non deve essere confusa con la scoliosi “funzionale”, poiché quest’ultima è una curvatura secondaria a problematiche extra-spinali conosciute, come ad esempio una dismetria degli arti inferiori o un’asimmetria del tono muscolare para-spinale, in cui vi è una riduzione parziale (alle volte totale) della deviazione dopo l’eliminazione della causa (ad esempio in posizione supina).

È universalmente accettato che quanto prima la scoliosi insorge, tanto peggiore è la prognosi di aggravamento, per cui risulta necessario monitorare costantemente la colonna vertebrale, soprattutto durante i periodi di “scatti di crescita”, come:

  • Tra i 6 e i 24 mesi
  • Tra i 5 e gli 8 anni
  • Tra gli 11 e i 24 anni.

Il potenziale di progressione della scoliosi idiopatica si riduce molto completata la crescita spinale, tuttavia, in età adulta la patologia può ripresentare un aggravamento non più per natura idiopatica, bensì per dei veri e propri cedimenti vertebrali.

La diagnosi avviene attraverso l’osservazione di determinati segni clinici, tra cui:

  • Inclinazione del tronco (ATI);
  • Statura in ortostatismo;
  • Statura da seduto (unicamente correlata al rachide);
  • Strapiombo del tronco sul bacino (AO);
  • Sopraelevazione di una spalla, rispetto alla controlaterale (SP);
  • Frecce sagittali (T1 e L2), per l’alterazione delle curve sul piano sagittale;
  • Triangoli della taglia (prestando molta attenzione alle dismetria degli arti inferiori).

Attualmente la radiografia risulta essere il “gold standard”, ovvero l’unico strumento di riferimento per diagnosticare con esattezza la presenza, la locazione e il grado della patologia, misurando così:

  • Deflessione laterale;
  • Inclinazione del tronco (ATI);
  • Grado di maturità ossea (valore di Risser);
  • Eterometria degli arti inferiori;
  • Equilibrio sagittale (angolo spino-sacrale, angolo spino-pelvico e asse sagittale verticale);
  • Eventuale presenza di altre deformità (vedi malattia Scheuermann e spondilolistesi);
  • Cifosi toracica;
  • Lordosi lombare;
  • Morfologia e posizione del bacino (angolo di incidenza del bacino, inclinazione sacrale e pelvica).

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